Una traversata a passo lento, concedendosi soste ed esplorazioni, per risvegliare la nostra curiosità. Qui dove
tempo, acqua e vento hanno giocato con la roccia creando forme affascinanti, intarsi di conchiglie fossili,
antri e altre pareti, la pietra è custode di storie che vale la pena ascoltare. Quattro altopiani, quattro valli, tra
profumi di macchia e gariga, nascondono nel silenzio un mondo sommerso; borghi medievali fortificati,
antichi villaggi liguri e grotte abitate per millenni fanno di questa terra la più ricca di Liguria, dove coesistono
chiese e incisioni rupestri.
I primi due giorni si soggiorna nella valle sospesa del Rio Ponci, con i suoi cinque ponti romani. Dapprima si
scende dall’altopiano delle Manie alla ricerca di carruggi e storie marinare. percorrendo sentieri attraverso
macchia mediterranea, scogliere e uliveti fino ai tipici borghi costieri tra Noli e Varigotti. Poi raggiunta
Calvisio, ci si inerpica sull’altopiano tra Pianarella e Monte Cucco, zona sacra agli antichi segnata da megaliti
e incisioni rupestri. Falesie altissime (fino a 250 metri), terrazzamenti nascosti, anticamente coltivati a grano
e legumi, muretti a secco, fossili in ogni pietra. Da Orco cambia la roccia, abbonda l’acqua e la vegetazione
appare rigogliosa: qui tra boschi di castagno, vigneti e cascine si raggiungono Feligno e ci immergiamo
nuovamente nel paesaggio carsico del finalese per questa tappa di entroterra.
Seguire il crinale tra Montesoro e Bric Scimarco fino a Perti è un vero viaggio nella storia: antro, Neandertal e
Sapiens, fortificazioni bizantine, castelli medievali e chiese paleocristiane, finché su mulattiera di raggiunge
Finalborgo.
L’ultima tappa ritorna sul mare; si risale sul promontorio della Caprazoppa superandolo e raggiungendo il
borgo in stile saraceno di Verezzi, un pregiato balcone sulla costa. Da qui tra orti e agrumi si scende
dolcemente a Borgio, dove finisce il nostro viaggio.